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Raccolta Molecole Rivista

Molecoleonline.it è una rivista online attiva dal 9 Aprile 2010 fino all’autunno del 2011. Un progetto promosso dall’Ufficio Politiche Giovanili della Cgil Nazionale.
Sono stati pubblicati 5 numeri, preceduti da una “call”, per rispondere ad alcune domande: “La Repubblica dei bamboccioni?”, “Che cosa è lo spazio pubblico?”,  “Senza lavoro e senza reddito?”, “La società della conoscenza?”, “Una generazione di individualisti?”.
Sono stati un centinaio, tra ricercatori, sindacalisti, attivisti, professionisti, gli autori coinvolti, per condividere un punto di vista tra i trentenni impegnati nella ricerca e nel sociale, ma intrappolati in una condizione di precarietà e perifericità.
La rivista è stata diretta da Alessandro Coppola, in redazione Ilaria Lani, Claudia Pratelli, Giordana Pallone, Luca De Zolt, Daniele Di Nunzio.

QUI IL PDF CON LA RACCOLTA DEGLI ARTICOLI!

Presentazione del Progetto
Contro il disincanto, per l’ottimismo della chimica

09/04/2010
Si definisce molecola il più piccolo insieme di atomi aggregati da legami chimici, capace di esistenza allo stato libero e tale da mantenere tutte le proprietà chimiche della sostanza considerata” (Wikipedia).

Di blog e riviste on-line ne nascono decine al giorno. L’insoddisfazione verso la narrazione che i grandi media offrono della realtà cresce giorno dopo giorno, soprattutto da parte di chi occupa nella società una posizione periferica. E così la rete esplode di mille blog e riviste virtuali, i migliori dei quali hanno l’ambizione di andare a scavare fra i tanti mondi non illuminati dal “fascio di luce principale” acceso giorno dopo giorno, ora dopo ora, dalle grandi corazzate mediatiche che dominano la comunicazione.

Fra chi occupa una posizione singolarmente periferica, pur con tante differenze e macroscopiche eccezioni, stanno milioni di persone che sono ancora troppo “immature” per godere di un trattamento mediatico di favore, specie se intendono esserne loro stessi i veri autori. Eppure senza questi italiani immaturi, molti dipartimenti universitari sprofonderebbero ancor di più nell’immobilità e nell’improduttività, migliaia di cooperative sociali cesserebbero di erogare i loro servizi, interi corsi di studio nell’istruzione di ogni ordine e grado scomparirebbero come d’incanto lasciando aule vuote e studenti forse ancora più annoiati, migliaia di studi professionali dovrebbero congelare il ritmo trepidante delle commesse e forse chiudere i battenti, altrettante imprese non saprebbero più su chi scaricare gran parte dei costi della crisi e della competizione ed a chi spremere allo stesso tempo il cervello quanto più possibile.

Eppure tutte queste persone non sembrano che una magma senza nome e senza direzione. Oggetto del discorso altrui e quasi mai soggetto di un discorso proprio, le ormai non più così nuove generazioni costituiscono un ricco serbatoio per chi è alla costante ricerca di categorie di sempre nuova fattura ma di concezione irrimediabilmente vecchia, che servano ad imporre il dominio di una nostalgia deprimente e pervasiva. Mai come oggi, cinismo e disincanto sono i sentimenti che un certo potere vuole diffondere fra le persone, soprattutto fra le giovani generazioni. La sottovalutazione della nostra capacità di influire sul mondo che ci circonda, l’ansia tutta individualista per il nostro destino, la sfiducia endemica nella possibilità di realizzare grandi cose assieme agli altri – la tua compagna di lavoro, l’abitante del tuo quartiere, i tuoi amici -, l’accettazione di una qualche supposta eterna verità sulle tare morali degli italiani: questi sono i sentimenti che questo potere vuole si affermino e si consolidino in te, ed in tutti noi. Ed oggi, chiunque condivida la stessa attitudine non può che essere complice di quel certo potere, attraverso il continuo espandersi della disillusione generalizzata, che permette a chi il potere ce l’ha di conservarlo. E ad una società profondamente ingiusta di rimanere immutata.

A questa condizione, noi opponiamo l’ottimismo della chimica che vuole gli atomi sempre aggregarsi in molecole. Quindi, vogliamo davvero che questo spazio virtuale dia la possibilità a sapere, idee ed esperienze diffusi di valicare confini istituzionali – e non solo – entro i quali oggi rimangono troppo spesso rinchiusi. Anche così, questa almeno è la nostra opinione, è possibile contribuire alla lenta sedimentazione di una cultura – anche politica – generazionale. Allo stesso tempo, avvertiamo sempre più forte l’urgenza di trovare delle arene nelle quali rendere il nostro lavoro e la nostra esperienza di vita un po’ più utili e comunicabili a chi ci circonda. Da qui parte l’idea della CGIL di promuovere una piattaforma libera di confronto fra giovani sindacalisti, ricercatori, lavoratori di ogni settore, professionisti ed attivisti. Questa intrapresa avrà quindi successo solo se sarà capace di costruire e di nutrirsi di una che vi vedrà l’occasione per, appunto, gettare una rete fra i tanti micro-ambienti atomizzati nei quali si svolge l’esistenza di ciascuno di noi.

Su molecole non daremo notizie, ma parleremo sia di cose sia di idee. E qualche volta racconteremo delle storie. Proprio per questa ragione abbiamo deciso di dedicare ogni numero della rivista – un’uscita mensile capace di crescere nei suoi contenuti di giorno in giorno – ad un tema particolare, ad un pezzo di realtà da dissezionare o ad un modo di raccontarla da decostruire e ricostruire. Si tratta di un programma piuttosto ambizioso, addirittura arrogante. Ma l’abbiamo intrapreso perché la sua realizzazione è soprattutto affidata a voi, a chi leggerà quanto sarà scritto decidendo – speriamo il prima possibile – di unirsi alla scrittura. Non si tratterà semplicemente di commentare quanto scritto da altri, ma anche di proporre temi nuovi e contributi propri ed ancor di più di allargare la rete ad un nuovo nodo che voi potrete offrire all’esperienza di molecole. La redazione intende quindi avere soprattutto un ruolo di coordinamento e di animazione: meno scriviamo, più siamo contenti! Perché vorrà dire che a scrivere sarete soprattutto voi.

Desideriamo spingere tutte le discussioni che coltiveremo su Molecole nella direzione dell’azione. Il dilemma dell’agire insieme – dell’azione collettiva, direbbero i sociologi – è vecchio quanto la politica. Ci sarà quindi un momento per pensare (A call for Thinking!)– la prima parte di ogni nostro numero mensile sarà dedicata a dissezionare quanto più possibile il tema in oggetto – ma anche un momento per pensare a come agire nel mondo reale (A call for Action!). E ci aspettiamo davvero che saranno questi ultimi i momenti più appassionanti nella vita di Molecole. Alla fine, cercheremo di trarre le fila dell’intero numero, riformulando i termini della questione per come è stata trasformata dalla nostra conversazione virtuale e per come intendiamo affrontarla in termini di azione collettiva.

Allora, arrivederci su Molecole!

Published inOrganizing ed esperimenti sindacali

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