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Autore: ilarialani

La sinistra riparte dai territori? Ma come?

Il 4 marzo è stato definito da tutti lo tsunami che ha travolto la sinistra italiana in tutte le sue versioni.
Si tratta, però, dell’ultimo stadio di un processo di rottura tra la sinistra politica e la propria classe sociale iniziato oltre trent’anni fa, quando i nuovi equilibri del sistema economico hanno messo in discussione il compromesso sociale tra capitale e lavoro instaurato nel dopoguerra. La socialdemocrazia europea ha perso così la propria missione e si è limitata a gestire l’esistente, rappresentando le istanze della borgesia “illuminata”.
In questo scenario il populismo, nelle sue varie forme, ha trovato tra le classi sociali più fragili un vuoto di rappresentanza politica e lo ha occupato cannibalizzando i corpi intermedi, sprofondati anch’essi in una crisi di funzione, alimentata dalla disintermediazione. D’altronde, se non c’è un progetto capace di offrire una prospettiva di emancipazione, gli esclusi non possono far altro che rivolgere lo sguardo verso il passato, cercando lì la propria identità, per difendersi dalla paura e dar sfogo al risentimento.
Nelle recenti elezioni questo vuoto è stato occupato dal Movimento 5 Stelle che ha tenuto insieme una prospettiva interclassista e antistatuale, utilizzando l’anti-casta come collante identitario per chi si sente escluso. Questa offerta politica ha avuto un maggior successo nel Mezzogiorno, considerato storicamente più movimentista e ribelle (ne parla qui Nadia Urbinati). La Lega ha inevitabilmente sfondato nel centro-nord con un’organizzazione più solida, fondata sull’elemento identitario del recupero dello Stato Nazione e della difesa dall’invasore.
In questo contesto non solo per il PD, ma anche per chi era collocato alla sua sinistra, non c’era partita, o perchè assimilato all’establishment (anche LEU non presentava molti volti nuovi…) o perchè ininfluente rispetto al vortice che vede solo due forze di “cambiamento” in campo.

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Metropolitiamo? il sindacato e la città

Il progetto “Metropolitiamo? Visioni e Azioni per la Città Metropolitana”

“Metropolitiamo? Visioni e Azioni per la Città Metropolitana” è un progetto che la Cgil di Firenze ha promosso ad inizio 2017 per attivare e mettere in relazione energie (interne ed esterne) sulle politiche dell’area metropolitana fiorentina.
Il progetto trova origine dalla nascita delle Città Metropolitane e dall’esigenza della Cgil fiorentina di proporre all’attenzione del dibattito pubblico una propria idea di Città Metropolitana, da costruire attraverso un percorso partecipato.
“Metropolitiamo?” è infatti un invito rivolto a tutta la cittadinanza, un gioco di parole per esercitarsi nella dimensione metropolitana con l’idea di costruire innanzitutto una comunità metropolitana, fatta di bisogni e aspirazioni comuni. La stessa campagna di comunicazione ha utilizzato una grafica che restituisse un messaggio di connessione quale valore comune (tra territori e tra persone). Accanto alla necessità di individuare una visione (o meglio un’insieme di visioni) si decide di elaborare delle azioni (quelle che in gergo sindacale possiamo chiamare vertenze) che possano diventare, anche attraverso alleanze con i vari soggetti sociali, delle vere e proprie battaglie territoriali.

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L’articolo 28

C’è un’azienda di gomma plastica situata anella piana fiorentina di nome Plastylenia che gestisce il personale (prevalentemente immigrato di diverse etnie) con metodi non esattemente gentili.
Impone orari massacranti, regole disciplinari non contemplate dal contratto nazionale e crea un clima di paura con frequenti licenziamenti individuali.
Ovviamente in questa situazione il sindacato, soprattutto se alza la testa, va ostacolato.
La condotta antisindacale è vecchia come il cucco e molto presente in varie forme.
Talvolta si può denunciare attraverso un articolo dello Statuto dei Lavoratori, l’art. 28.

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Campagna “Sotuttodite”: per una filiera della moda trasparente

Gli obiettivi
Firenze è la capitale del lusso con la presenza di tutte le principali Griffe della pelletteria e della moda: ma la produzione di scarpe, borse, abiti avviene lungo una filiera non tracciata, dove si nascondono fenomeni di illegalità e sfruttamento del lavoro.
La Filctem Cgil di Firenze dopo anni di lavoro sindacale su questi temi decide di lanciare una campagna pubblica: la campagna sotuttodite, per una filiera trasparente dove non possa nascondersi illegalità e sfruttamento.

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Diritti o premi? Guida alle misure sulla genitorialità

Aggiornata al luglio 2017

-Guida rapida sulle misure di sostegno alla genitorialità
-Baby sitting e libretto famiglia
-Diritti o Bonus? Osservazioni conclusive

Buongiorno! qui trovate una breve rassegna delle misure a sostegno della genitorialità: dai “bonus” degli ultimi anni, alle misure “tradizionali”. Trovate anche alcune info essenziali relative alle nuove norme sul lavoro occasionale per acquisire servizi di baby sitting (e le contraddizioni con il voucher baby sitting dell’INPS..).
Sostenere la genitorialità è importantissimo, ma purtroppo i recenti “bonus” non sono affatto stabili e sono per lo più fintamente universali (rivolti a tutti, ma con fondi limitati) e rischiano quindi di essere discrezionali, iniqui e inesigibili, con un’efficacia scarsa rispetto all’obiettivo di incentivare la ripresa della natalità.
Ma proviamo a farne una rassegna per poi concludere con alcune osservazioni di merito.

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